È con sgomento e indignazione che abbiamo appreso, nei giorni scorsi, dell'ultimo di una serie progressiva di attentati al cantiere di lavoro presso il Centro Giovanile Salesiano di Locri. Diversi sono stati gli atti intimidatori alla ditta che sta ivi eseguendo i lavori di ristrutturazione nell'ambito del progetto "Pon Sicurezza": l'ultimo attentato è stato particolarmente inquietante, ponendo in essere gravi minacce dirette e indirette alla vita delle persone, oltre che seri danneggiamenti all' impresa che tenta di condurre normalmente i propri lavori.
Il Centro Giovanile Salesiano è il cuore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Locri-Gerace:in questi anni ha supportato tutto il cammino di liberazione diocesano a fianco della Pastorale del Lavoro, del Progetto Policoro, del Consorzio Sociale GOEL, dei Ragazzi di Locri. Il salesiano don Mario Delpiano, oltre ad essere il delegato diocesano per la Pastorale Giovanile, è anche uno dei responsabili regionali del nostro movimento di Comunità Libere. La coerenza nella nostra terra si imbatte sempre più spesso in circostanze drammatiche e intimidatorie!
Ma tali atti ripetuti in modo indisturbato sono fortemente inquietanti anche per la democrazia del nostro Paese: la sfrontatezza con cui la 'ndrangheta impedisce di operare se non si è sotto il suo protettorato o se non si affidano i lavori ad una delle proprie ditte, conferma chiaramente a tutti (qualora ce ne fosse ancora bisogno) chi sia la reale autorità sovrana in Calabria e irride uno stato ormai incapace di produrre la benché minima deterrenza.
Cos'altro deve accadere per rendersi conto di essere in una situazione di grave emergenza democratica? Cos'altro serve oltre la violenza incontrollata, i partiti e le istituzioni che affondano nel più vergognoso degrado, la presenza radicata delle massonerie deviate, la compravendita dei voti, i pezzi di magistratura collusa? A quale autorità devono rispondere le imprese e gli imprenditori in Calabria, impigliati come sono tra la 'ndrangheta che governa il mercato, la politica corrotta che ne governa sussidi e aiuti in cambio del conferimento di voti e posti di lavoro, ed uno stato-esattore che esige tasse e non garantisce democrazia e sicurezza? Per quanto tempo ancora dovremo rischiare la vita o di essere vittime di attacchi di vario tipo solo per aver partecipato a una gara, per aver dato lavoro ai giovani, per aver aperto un negozio, per aver pubblicamente detto che il “re è nudo”?
Esigiamo una risposta rapida, durissima e incontrovertibile agli attentati di Locri, che rilanci una flebile speranza che sia ancora lo Stato a controllare il territorio.
Pretendiamo che il Governo predisponga immediatamente risposte normative veramente straordinarie a questa emergenza democratica, considerandola quale realmente è: cioè una “grave minaccia alla sicurezza nazionale”.
I cittadini, le famiglie e le imprese di Comunità Libere e tutta la società civile calabrese vigileranno perché ciò accada e non consentiranno che questo sistema di morte affossi la nostra bellissima regione!